Alla primaria di Villarbasse 200 firme contro il licenziamento delle maestre

La scuola primaria "Principi di Piemonte" a VillarbasseLa scuola primaria "Principi di Piemonte" a Villarbasse

Il Consiglio di Stato ha escluso i diplomati magistrali dalle graduatorie. A Villarbasse rischiano il posto la metà degli insegnanti. I rappresentanti di classe: “Se rimaniamo senza di loro, tanto vale tenere i bambini a casa”. Firme inviate al ministero dell’Istruzione, una riunione con la Giunta regionale. L’assessora Pentenero: “È necessario trovare una soluzione”.

 

Villarbasse – Alla scuola primaria “Principi di Piemonte” sono state raccolte 200 firme per evitare il licenziamento degli insegnanti diplomati magistrali in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017 che ha negato l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (GaE) ai docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’anno 2001/2002; secondo i giudici, infatti, la riforma del 1990 «non solo ha previsto livelli di qualificazione differenziata per l’abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria e nella scuola secondaria, ma, con riferimento specifico alla formazione culturale e professionale degli insegnanti della scuola materna ed elementare, ha ritenuto di non poter prescindere da una formazione universitaria». In tutta Italia i docenti interessati dalla sentenza sono 43.534 (dati Miur).

Spiega Cecilia Bisceglie, rappresentante di classe in seconda B: «Siamo molto preoccupati perché il panorama è drammatico; a Villarbasse i magistrali assunti con riserva sono cinque su una decina di insegnanti. Chiediamo a gran voce che si trovi una soluzione costruttiva, non distruttiva: se questi insegnanti verranno mandati via, sappiamo cosa succederà, perché mancano già per le supplenze prolungate. Se rimaniamo anche senza di loro, tanto vale tenere i bambini a casa».

Nella petizione, inviata alla ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli, si specifica che «chi ha insegnato tanti anni non dovrebbe rimanere escluso dalle graduatorie e dalla stabilizzazione garantita da contratti a tempo determinato, poiché l’esperienza sul campo è un valore aggiunto per i nostri figli».

Sul tema, il 16 gennaio, la Giunta regionale del Piemonte ha tenuto un’audizione, con la presenza dell’assessora regionale all’Istruzione Gianna Pentenero. Sono intervenuti alcuni rappresentanti sindacali della categoria per «scongiurare un licenziamento di massa che farebbe perdere il rapporto di continuità didattica ai bambini e rispedirebbe in una situazione di precariato e incertezza migliaia di famiglie». In tale sede, Cecilia Bisceglie ha rappresentato la «situazione già precaria» alla scuola di Villarbasse, dove «una quinta elementare ha un’insegnante di ruolo in malattia da fine ottobre e i bambini da quasi tre mesi non hanno l’insegnante di italiano, venendo spalmati nelle varie classi, con conseguente sospensione del programma didattico e disturbando il normale svolgimento delle lezioni nelle classi ospitanti, vista la totale mancanza di supplenti».

L’assessora Pentenero ha riconosciuto «la situazione di potenziale emergenza che si presenterà nell’esecuzione della pronuncia del Consiglio di Stato» e «si è fatta carico di scrivere una lettera al ministro e al ministero, affinché ci sia un’assunzione politica e la consapevolezza di un’emergenza amministrativa per la quale si dovrà trovare una soluzione».

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