Il laboratorio del “Natta” selezionato come progetto innovativo

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LaTO6-99.il laboratorio dell'Istituto NattaLa presentazione di LaTO6-99

530 mila euro di investimenti, coinvolta l’Unione Industriale di Torino e 41 imprese

Torino – Il progetto LaTO6-99 è stato presentato questa mattina all’Unione Industriale. Si tratta di un «laboratorio territoriale dell’occupabilità» e prevede un investimento di 530 mila euro, 455 mila finanziati dal ministero dell’Istruzione e 75 mila attraverso aziende, enti e istituzioni.

Da sinistra: Lionella Favretto, Fabrizio Manca, Dario Gallina, Silvio Marioni

Da sinistra: Lionella Favretto, Fabrizio Manca, Dario Gallina, Silvio Marioni

Il presidente dell’Unione Industriale, Dario Gallina, ha sottolineato gli oltre 15 anni di «stretta collaborazione» con l’istituto “Natta” e come questa partnership abbia già dato «ottimi risultati», ora consolidati nel progetto LaTO6-99; ha inoltre ribadito l’impegno dell’associazione degli industriali torinesi su «industria 4.0 e innovazione nell’organizzazione», e in particolare sulla «lean organization».

Le imprese subito coinvolte in Lato6-99 sono 41, anche a Rivoli e Villarbasse. Per le aziende, ha detto Silvio Marioni, presidente della categoria «gomma» dell’Unione Industriale, si tratta di un’ottima opportunità per «appoggiarsi a un laboratorio che le imprese non hanno», per eseguire prove tecniche sui materiali.

Fabrizio Manca, direttore dell’Ufficio scolastico regionale ha elencato tre punti di forza del nuovo progetto: l’assunzione di responsabilità da parte del mondo delle imprese, la volontà di «fare sistema» e la capacità della scuola di aprirsi al territorio. Ha inoltre ricordato come uno degli obiettivi del suo ufficio sia «sviluppare percorsi di formazione dei docenti per innovare nella didattica».

È toccato a Lionella Favretto, preside del “Natta”, illustrare nel dettaglio LaTO6-99. La sigla indica l’apertura a un’utenza dai «6 ai 99 anni», ovvero l’intenzione di coinvolgere un pubblico il più ampio possibile. Il progetto è stato selezionato tra i 529 presentati in tutta Italia; alla fine del percorso, 58 sono stati approvati, 4 in Piemonte (a Rivoli, Moncalieri, Biella e Mondovì).

Il filo conduttore è «industria e artigianato 4.0», e vede la struttura di Rivoli, collocata in uno spazio di 1.800 metri quadrati, al centro di una rete che coinvolge l’istituto “Michele Buniva” di Pinerolo, specializzato nell’energia, e l’Avogadro di Torino, per la robotica, accanto ai «laboratori in kit» da impiegare nelle scuole della zona su progetti specifici. La sostenibilità ha giocato un ruolo premiante nelle valutazioni del ministero ed è stata ottenuta anche grazie alla condivisione di beni, attrezzature, risorse umane e competenze. L’inaugurazione è prevista nella primavera del 2017.

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